Il ritorno sui banchi coincide quest’anno con una crescente attenzione verso il comfort degli ambienti scolastici. Le temperature eccezionalmente elevate registrate a partire da maggio 2026, che hanno reso difficili le condizioni ambientali nei mesi di giugno e luglio durante gli ultimi esami di maturità, hanno infatti mostrato quanto molte scuole italiane siano ancora poco preparate ad affrontare estati sempre più lunghe e intense.
Aule surriscaldate, studenti e docenti costretti a lavorare in condizioni difficili e strutture spesso prive di sistemi di raffrescamento adeguati hanno portato il tema anche all’attenzione del Governo. All’inizio di settembre il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha annunciato lo stanziamento di 20 milioni di euro per interventi urgenti legati al caldo negli edifici scolastici.
Il dibattito sui condizionatori rappresenta però solo una parte di una questione più ampia. Garantire il benessere nelle scuole significa considerare contemporaneamente temperatura, umidità, concentrazione di CO₂, presenza di inquinanti e corretto ricambio dell’aria.
Non basta raffrescare: serve aria nuova e controllata
L’installazione di un sistema di climatizzazione può contribuire a rendere più sopportabili le giornate calde, ma non garantisce automaticamente il rinnovo dell’aria.
Nelle aule si concentrano per molte ore numerose persone. In assenza di una ventilazione adeguata, i livelli di anidride carbonica e umidità possono aumentare rapidamente, insieme agli odori e agli inquinanti prodotti all’interno degli ambienti.
La soluzione più immediata, cioè aprire le finestre, non permette di controllare né la quantità né la qualità dell’aria introdotta. Inoltre, nelle giornate molto calde o fredde, può compromettere il comfort e aumentare il lavoro richiesto agli impianti di climatizzazione e riscaldamento. Senza dimenticare il possibile ingresso di rumore, polveri e inquinanti provenienti dall’esterno.

Per questo il comfort scolastico deve essere affrontato attraverso una strategia integrata, nella quale raffrescamento, riscaldamento e ventilazione lavorino insieme.
UNI 12016:2026, un nuovo riferimento per la ventilazione nelle scuole
A rafforzare l’attenzione verso questo tema è arrivata la nuova UNI 12016:2026, entrata in vigore il 14 maggio 2026 e dedicata ai requisiti degli impianti di ventilazione meccanica negli edifici destinati all’istruzione.
La norma riguarda sia la qualità dell’aria interna sia il risparmio energetico e si applica agli ambienti nei quali si svolgono le attività didattiche e le funzioni necessarie al funzionamento della scuola: dalle aule ai laboratori, dalle palestre alle aule magne, fino agli spazi amministrativi.
La UNI 12016 offre quindi a progettisti, amministrazioni ed enti proprietari un riferimento tecnico specifico per progettare e gestire la ventilazione negli edifici scolastici. La qualità dell’aria non viene più affidata soltanto all’apertura occasionale delle finestre, ma diventa una prestazione da valutare e mantenere nel tempo.
La Ventilazione Meccanica Controllata consente infatti di assicurare un ricambio costante e regolato, contribuendo a controllare i livelli di CO₂ e umidità, limitare l’accumulo di inquinanti e ridurre le dispersioni energetiche grazie al recupero del calore contenuto nell’aria espulsa.
Come intervenire nelle scuole esistenti
Uno dei principali ostacoli alla riqualificazione degli edifici scolastici è rappresentato dalla difficoltà di realizzare interventi estesi su strutture già esistenti e utilizzate quotidianamente.
Installare un impianto centralizzato con canalizzazioni può richiedere opere murarie importanti, tempi lunghi e costi difficilmente compatibili con le risorse e con il calendario delle attività didattiche.
In questi contesti, le soluzioni di VMC decentralizzata possono offrire una risposta particolarmente efficace. Le unità vengono installate direttamente nei singoli ambienti, senza la necessità di realizzare una rete di distribuzione dell’aria. Gli interventi possono così essere programmati progressivamente, partendo dalle aule o dagli spazi nei quali le criticità sono maggiori.
La possibilità di agire stanza per stanza rende queste tecnologie adatte sia agli interventi di riqualificazione sia agli edifici sottoposti a vincoli architettonici o caratterizzati da spazi tecnici limitati.
RHINOCOMFORT 3: ricambio d’aria, recupero di calore e sanificazione
Tra le soluzioni Fantini Cosmi utilizzabili per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti esistenti, RHINOCOMFORT 3 combina ventilazione meccanica puntuale, recupero di calore e sanificazione attiva dell’aria.

Lo scambiatore ceramico rigenerativo consente di recuperare fino al 90% del calore presente nell’aria espulsa, riducendo le dispersioni energetiche legate al ricambio. I sensori integrati rilevano temperatura, umidità, qualità dell’aria ed eCO₂ e permettono all’unità di adattare automaticamente velocità e cicli di funzionamento alle condizioni dell’ambiente.
Il sistema di sanificazione combina LED UV-A e UV-C con un processo di fotocatalisi a zero emissioni di ozono, trattando l’aria proveniente dall’esterno prima che venga immessa nel locale.
RHINOCOMFORT 3 si installa sulle pareti perimetrali e può essere gestito tramite l’app Intelliclima+. Più unità possono inoltre comunicare tra loro, rendendo possibile configurare il sistema in funzione delle dimensioni e delle caratteristiche degli ambienti.
ASPIRCOMFORT PRO X 380V: tre funzioni per le aule scolastiche
Per gli ambienti che richiedono portate d’aria più elevate, Fantini Cosmi propone ASPIRCOMFORT PRO X 380V, un’unità di ventilazione decentralizzata sviluppata per aule scolastiche, uffici e ambienti professionali.
La soluzione integra in un’unica macchina tre funzioni: ricambio dell’aria, recupero termodinamico e supporto al riscaldamento e al raffrescamento attraverso la pompa di calore.
ASPIRCOMFORT PRO X 380V raggiunge una portata massima di 380 m³/h e un’efficienza di recupero superiore al 90%. L’aria esterna attraversa una sezione di filtrazione con prefiltro e filtro ePM1, mentre la pompa di calore contribuisce a immettere aria a una temperatura più vicina alle condizioni dell’ambiente, limitando l’impatto del ricambio sul comfort interno.
L’unità è inoltre predisposta per l’installazione di una lampada UV-C accessoria, ad attivazione automatica, che svolge un’azione germicida sull’aria immessa.
Anche in questo caso l’installazione non richiede canalizzazioni: l’unità monoblocco, pronta all’uso, viene posizionata verticalmente all’interno dell’ambiente e collegata all’esterno attraverso due fori nella parete. Una caratteristica che consente di intervenire anche negli edifici scolastici esistenti con opere più contenute.
Scopri anche le VMC ASPIRCOMFORT CLASS di Fantini Cosmi pensate per gli ambienti scolastici, con varie portate d’aria, ad installazione orizzontale o verticale, disponibili anche con comando WiFi e pompa di calore.
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Una scuola preparata al clima che cambia
Le alte temperature hanno reso urgente affrontare il problema del raffrescamento delle aule, ma la riqualificazione delle scuole non può essere limitata alla sola installazione di condizionatori.
La sfida è creare ambienti capaci di offrire condizioni adeguate durante tutto l’anno, conciliando comfort termico, qualità dell’aria, salute ed efficienza energetica. La nuova UNI 12016:2026 contribuisce a indicare una direzione più chiara, mentre le soluzioni di VMC decentralizzata permettono di tradurre questi principi in interventi concreti anche negli edifici esistenti.
Una scuola più confortevole non è soltanto una scuola più fresca: è uno spazio nel quale studenti, insegnanti e personale possono respirare aria continuamente rinnovata e vivere meglio le ore dedicate all’apprendimento.
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